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Il libro Archigenesi di Ruggero Lenci
L’utopia sottesa alle esplorazioni immaginifiche di Ruggero Lenci si sostanzia di un principio, più volte ripetuto in queste pagine, che trova origine nella frase del naturalista Ernst Haeckel, l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. Applicato all’architettura, il risultato ci dovrebbe restituire una morfogenesi del progetto in una ontogenesi riferita alla storia millenaria dell’architettura. I disegni che propone per illustrare la sua forma di utopia nascono come vorrebbe il Focillon o, ancora prima, Goethe, dal dialogo indissolubile tra la mano e la mente e si traducono in forme parcellizzate di segni, che diventano ”atti di senso nei solchi della corteccia della memoria”. Vi compaiono come spettatori-attori innumerevoli faccine: abitanti muti e desiderati di una città in ribollire: una immensa Ecumene a cui tendono. In sostanza i disegni sono altrettante ‘infinite forme bellissime’ che, come vorrebbe Sean B. Carrol, aggirano la sola volontà di potenza del costruito finendo con l’assumere il vero fondamento del fare architettura se questa la si intende come arte. I Campo Marzio che ci propone assieme ai Vultus Urbis, alle se-dimentazioni urbane e alle rovine e macerie, più che cercare una ferma collocazione dei corpi architettonici ci dicono di un crogiolo infuocato laddove queste entropie urbane lasciano tradire il desiderio di una città sperata perché desiderata in cui finalmente dal magma incandescente possa fiorire un’architettura come un embrione metamorfico, come un seme di crescita futura. (Marcello Sèstito)| Autore | Ruggero Lenci |
| Editore | Timía |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 05/01/2023 |
| EAN | 9788899855994 |
| Pagine | 96 |