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Il libro Alfonso Borghi. Oscillazioni mutevoli di Vittorio Sgarbi
Alfonso Borghi ha alle spalle un lungo, pluridecennale cammino sulla strada della pittura. La sua prima personale è del 1967, quasi trentacinque anni fa. E dipingeva allora paesaggi e figure, tra realismo, espressionismo e una visionarietà metafisio-surrealista. Da cui si è progressivamente allontanato per approdare nei primi anni Novanta ad un fare più allusivo, sempre meno conpromesso col referente naturale ed antropomorfo. In immagini realizzate con forza espressiva, con piglio gestuale e densa matericità, tuttavia costantemente controllate nella struttura: non per calcolo compositivo, ma per un naturale - istintivo verrebbe da dire - bisogno di decantare l'urgenza immaginativa. Borghi ha continuato a intrattenere un rapporto con le cose e le persone, cercando una narratività fatta di folgoranti richiami, di scariche dinamiche, di coinvolgimento emotivo, anche sul registro fantastico. Ed è pure la causa del dialogo, cercato e praticato, coi poeti, registi cinematografici e musicisti, Verdi innanzitutto, al quale l'artista ha dedicato già qualche anno fa, una serie di dipinti.(...) Il nuovo ciclo qui esposto non è quindi motivato solo dall'occasione delle celebrazioni del centenario della morte del Maestro. E' invece, la continuazione di un discorso da tempo avviato, ora su un piano di grande impegno, anche nelle dimesioni, ma soprattutto nella tensione a raggiungere una sintesi figurale della genialità musicale di Verdi, colta in sette suoi capolavori, di differente tradizione e temperie poetica: dal Macbeth (...) a una creazione non teatrale, la sublime Messa da Requiem.| Autore | Vittorio Sgarbi |
| Editore | Consulta Librieprogetti |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 04/12/2003 |
| EAN | 9788890080098 |
| Pagine | 146 |