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Il libro Emanuele Favi. Ricordo e sogno
I critici del pittore, Armando Nocentini (1970-1972), Vittoria Corti (1972), Raffaele Monti (1975) ai quali si deve la prima messa a fuoco sul carattere del suo lavoro, si sono assillati intorno al ruolo che la memoria ha assunto nella sua pittura. Ne è sortito quasi un corpo a corpo, una lotta che i critici hanno intrapreso per spiegare e interpretare dipinti in cui Favi ha dato “febbrilmente sfogo alla sua non comune fantasia, per fermare sulla tela i suoi sogni e i suoi incubi” (Nocentini 1970); e addirittura la Corti, nella presentazione di una mostra personale a Perugia, ne rese un quadro “sulfureo”, di dipinti in cui “si accavallano e si respingono frammenti eterogenei di un universo in frantumi, irrecuperabile ormai, ma ancora agitato dai sussulti dell’agonia. Un silenzio da incubo presiede allo spettacolo in cui vengono riesumati i fantasmi che ossessionavano la vita interna e questi vengono contemplati, non solo morti per sempre, ma miseramente mutilati e distorti ammassati in un disordine barbarico. Lo spettacolo naturalmente, non libera l’anima dalla tensione angosciosa, anzi la spinge verso una disperazione più acuta proprio perché più nichilista” (Corti, 1972). Oggi, a distanza di cinquant’anni da quella mostra che la Corti, pure critico di sapiente scrittura, presentò in questo quadro apocalittico, per procedere ad una più equilibrata lettura della pittura di Favi, si deve procedere ad una correzione di tiro. Dall’introduzione di Marco Fagioli| Editore | Aiòn Edizioni |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 08/05/2023 |
| EAN | 9791280723246 |
| Pagine | 84 |