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Il libro Storia dell'Abruzzo dal 1870 al 1900 di Romano Canosa
Uno spaccato di storia abruzzese negli anni in cui il nuovo stato unitario fece le sue prime prove sia sul piano interno che su quello estero. L’Abruzzo una volta terminato il brigantaggio dal quale era stato afflitto per tutto il decennio precedente, fu in qualche modo coinvolto: la ferrovia adriatica e quella trasversale Pescara-Roma lo unirono alle regioni settentrionale ed alla nuova capitale. Ciò nonostante molte delle sue tradizionali “difficoltà” continuarono ad esistere anche all’interno del nuovo stato. L’agricoltura non decollò e l’industria rimase pressoché inesistente. Ai ceti subalterni pertanto, al fine di garantirsi migliori condizioni vita, non restò altra via che quella dell’emigrazione. Quanto al ceto politico della regione, esso dette la fondata impressione di essere assai più interessato alla sua autoconservazione che alla ricerca di soluzioni idonee a migliorare la situazione dei suoi amministrati. In questo quadro, ancora pieno di molte ombre, vi fu tuttavia anche qualche luce. L’emigrazione, ad esempio, fece si che anche molti abruzzesi “scoprissero il mondo” ed, al loro rientro in patria, portassero con loro il senso di questa scoperta, smuovendo così le acque stagnanti di una società alla quale i “galantuomini” da tempo non avevano più nulla da dire, e da dare.| Autore | Romano Canosa |
| Editore | Menabò |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 01/01/2009 |
| EAN | 9788886396943 |
| Pagine | 233 |