Il libro Mauro Panichella. Fare la linea e non il punto
Questa mostra, concepita come un'antologica a partire dalla proposta della curatrice, Paola Valenti, si è evoluta nel tempo e ha preso la forma di una monografica diffusa che accoglie e mette in dialogo lavori appartenenti a vari strati (o linee) della ricerca artistica di Panichella.
Il titolo della mostra, Fare la linea e non il punto, è rintracciabile nelle parole del saggio "Rizoma" che introduce l'opera "Mille piani" di Gilles Deleuze e Félix Guattari.
«Con l'intento di "fare il punto" - continua l'artista - mi sono trovato a dover fare i conti con l'aspetto mutevole del mio lavoro, nel quale, come il frutto di un processo rizomatico, non c'è un percorso di lettura univoco (che porta ad esempio da un punto A ad un punto B), ma una serie di linee intrecciate che influiscono su differenti piani di lettura.»
Uno degli temi principali è la forte presenza dell'acqua in quanto elemento di confine, ma anche la dimensione scientifica nell'osservazione astronomica e biologica, così come quella mitologica e antropologica, spesso presente nella ricerca dell'artista:
«tutti aspetti che emergono da un'indagine continua, quasi spirituale, della natura» commenta Panichella.
Proprio l'acqua è protagonista di un progetto site-specific nel quale Panichella rende omaggio ad Asger Jorn tentando di rispondere alla domanda che, probabilmente, molti visitatori della villa vorrebbero porre all'artista danese: Asger, cosa c'è nella cisterna?
Panichella risponde al quesito attraverso un'installazione video, registrata nella cisterna tramite una telecamera ad immersione. Le riprese, poco nitide a causa dell'acqua torbida, hanno lasciato il quesito aperto e, per questo motivo, l'artista ha inserito nel video delle presenze nascoste, attivando nuovi interrogativi.