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Il libro L'eruzione vesuviana del 26 aprile 1872. Memorie storiche di Francesco Mastriani
Nulla vi ha sulla terra di pia pittoresco che questo mare di Partenope, o vero questo Golfo di Napoli, cratere incantato, in cui Domineddio si dee compiacere di ravvisare la più bella delle opere sue. L'antico Arcipelago Campano, vale a dire, le isolette che giacciono su le bocche de' Golfi di Gaeta e di Napoli, offre agli occhi dello estatico visitatore straniero tali pittoresche bellezze ch' ei crederà di essere rapito in una regione di fate. Il Gruppo Circeo ha pertanto qualche cosa di tristo e di desolante: quelle isolette sono tutte abbruciate da vecchi monti ignivomi, che forse avevano antiche e misteriose comunicazioni colle isole Eolie, figlie del fuoco, in su la costa boreale della Sicilia. Ma tutto è incanto nella Conca di Partenope. Quelle isolette, schierate a guardia di quel voluttuoso bacino, sembrano create a bella posta per gli album degli artisti dei forestieri. E, ciò nonpertanto, la bella Ischia è tutta bruciata dal suo vecchio monte Epomeo, che oggi fa lo gnorri, ma che in tempo da noi remotissimi fe cose da far fuggire quanti erano abitanti dell'isola. L'Epomeo non fa più quel chiasso che fa lo Stromboli su la costa di Sicilia, e dove gli antichi posero la stanza di Eolo, dio de' venti, dal quale queste isolette tolsero il nome di Eolie; ma l'Epomeo, quantunque rabbonato come un buon diavolo, non si è tolto ancora il vizio di fumare; e quando un vulcano fuma ci è sempre argomento di temere che non ripigli certi altri brutti vizi. Ornamento maggiore del nostro Golfo è il Vesuvio.| Autore | Francesco Mastriani |
| Editore | Diogene Edizioni |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 01/01/1900 |
| EAN | 9788866473596 |
| Pagine | 120 |