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Il libro Rousseau, l'annunciatore di Leon Emery
Vi sono geni senza storia: nel disegno esteriore della esistenza di Corneille o di Bach, tutto è banale ed appena si possono distinguere i momenti successivi della loro produzione. Altri come Hugo e Wagner, attestano attraverso le vicissitudini, le prove ed anche le tragedie, la costanza di uno sviluppo tenace e regolare. Altri infine seguono una carriera segnata da crisi, da improvvise interruzioni, da rovesciamenti e virate: è il caso di Racine, di Vigny, 0, all'estremo proprio, di Arthur Rimbaud. E' anche quello di Jean-Jacques Rousseau. Appena ci si accosta a lui, si è colpiti dalla singolare conformazione della sua vita dove due date costituiscono culmini e tornanti: 1749, che annuncia in un uomo di trenta sette anni la brusca nascita dello scrittore, del polemista e del pensatore; 1762, che, mettendo fine alla sua creazione sistematica, non lascia più posto che alla confessione ed alla rêverie. Che queste divisioni non siano né assolute né rigide, va da sé, e non potrebbe essere diversamente senza che l'idea stessa di una personalità vivente sia messa in pericolo; ma la loro eccezionale nettezza basta già a mostrare le oscurità e le complessità di un essere morale difficile da comprendere, impossibile da chiudere nella ristrettezza di una formula.| Autore | Leon Emery |
| Editore | Milella |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 01/01/1900 |
| EAN | 9788870482409 |
| Pagine | 300 |