Il libro La Via della Seta antica e moderna. Europa e Cina dalla Dinastia Han alla Belt and Road Initiative di Francesco Surdich
"Cento motivi reclamano la partenza. Si parte per entrare in contatto con altre identità umane, per riempire una mappa vuota. Si ha la sensazione che quello sia il cuore del mondo. Si parte per incontrare le molteplici forme della fede.
Si parte perché si è ancora giovani e si desidera ardentemente essere pervasi dall'eccitazione, sentire lo scricchiolio degli stivali nella polvere; si va perché si è vecchi e si sente il bisogno di capire qualcosa prima che sia troppo tardi.
Si parte per vedere quello che succederà. Tuttavia, seguire la Via della Seta significa seguire un fantasma": Così uno dei più grandi viaggiatori del nostro tempo, Colin Thubron, nel resoconto intitolato, nella versione italiana, Ombre sulla via della seta, spiega al lettore le ragioni e il significato del viaggio tra misticismo, conflittualità e mistero che lo ha portato a ripercorrere le strade che per secoli hanno alimentato una forma di globalizzazione, arcaica quanto febbrile, di cui la seta ha costituito il simbolo e di cui neppure le devastazioni più feroci e gli incubi più inquietanti (dalle orde di Tamerlano al flagello del Covid-19) hanno potuto annullare il senso e l'importanza, che continuano a riemergere nei resti di un minareto deserto, nelle iscrizioni intraducibili di un tempio perduto, nei tratti somatici delle persone incontrate, ecc.