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Il libro Il taccuino dell'ospite di Zacchia Michele
«[…] La traccia che ne sottende è dunque un labirinto di alfabeti dove la prosodia procede per eccesso, anche nei componimenti più brevi e lineari, fondando una lingua al tempo stesso melliflua e deflagrante. Lingua coraggiosa che non disdegna di farsi febbre, mercurio di sintassi e ritmica del riverbero, dove l’ospite della poesia in chiusa pare essere lo stesso autore, che nello specchio di questa silloge ha innervato di una luce personalissima quella scalata verbosa verso l’altissima ignoranza del sapersi perdere, poesia dopo poesia, accettando il rischio della rapsodia sistemica. E se ogni componimento ci mostra tutta una toponomastica di luoghi, diventando dunque l’opera una geografia a procedere, la litania fantasma di un gergo colloquiale fa sì che il libro abbia in sé un afflato poematico, volutamente sconnesso, ma reso possibile dalla coesa forza che sottotraccia smuove le intenzioni del poeta rendendolo dunque ostaggio del suo stesso dire. […]»| Autore | Zacchia Michele |
| Editore | RP Libri |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 01/01/1900 |
| EAN | 9791281617254 |
| Pagine | 64 |