Il libro Il lager di Flossenburg. La diabolica strategia di annientamento del regime nazista di Leone Zingales
Attraverso documenti, testimonianze e fotografie scattate dall'autore, Leone Zingales descrive la storia del lager nazista di Flossenburg, una località tedesca non lontana da Norimberga.
Nei primi anni del nazismo, nei campi di concentramento tedeschi e polacchi furono internati in grande maggioranza gli oppositori politici, i sindacalisti, gli attivisti dichiaratamente comunisti e coloro che nelle assemblee pubbliche contestavano i programmi della politica nazista.
In un secondo tempo, i nazisti rinchiusero nei lager anche: ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, partigiani, nomadi sinti e rom, malati di mente, disabili, "asociali", sacerdoti di fede cattolica, pastori luterani, docenti universitari, giornalisti, scrittori, musicisti, compositori, attori, pittori.
I prigionieri transitati da Flossenburg e dai sottocampi e campi-satellite furono almeno 100mila: 84mila uomini e circa 16mila donne e bambini, provenienti da 47 Stati. Le vittime furono almeno 30mila, ma soltanto 22mila furono identificate.
Il lager di Flossenburg fu istituito nei primi di maggio del 1938 e inizialmente fu destinato a prigionieri tedeschi considerati "socialmente pericolosi".
Nel 1940, i convogli ferroviari trasportarono a Flossenburg i primi prigionieri politici, in particolare tedeschi, polacchi e cecoslovacchi, ai quali si aggiunsero ben presto prigionieri politici provenienti da Belgio, Jugoslavia, Olanda e Francia. Inoltre, nell'estate del 1941, la Germania nazista deportò a Flossenburg numerosi prigionieri di guerra originari dell'Unione Sovietica.