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Il libro I trasformati di Scipione Ammirato
La commedia I Trasformati, edita la prima ed unica volta nel 1900, fu scritta da Scipione Ammirato (Lecce 1531–Firenze 1601) intorno al 1559, in omaggio agli amici associati dell’omonima Accademia da lui fondata a Lecce nel 1559. Essa è un manieristico prodotto del teatro comico umanistico-rinascimentale, una reinvenzione d’invenzioni, leggibile più di quanto non sia scenicamente rappresentabile. Può richiamare l’archetipo ariosteo dei Suppositi (1509), ed esemplarmente attestarsi ai Simillimi (1548) del Trissino, libera restituzione, a sua volta, dei Menaechmi plautini. Attivi sempre, e anche sorprendenti, il plurilinguismo e il metaforismo allusivistico, specie in tema erotico, della commedia rinascimentale. Si tratta di anziani e giovani signori coinvolti in erotico-amoroso gioco di finzioni e travestimenti, e di servi che utilitaristicamente ne imbastiscono le paradossali trame (“cosa da farvisi una comedia […] i maschi si truovano femine e le femine maschi”, Atto V, scena VII), fino alla conclusiva sorpresa delle identità metamorfiche dei personaggi riportate alle loro identità reali, e della festa celebrativa, con musiche e danze, di quattro matrimoni. Forse, solo un peccato di gioventù, per l’Autore, questa commedia, se poi, per il resto della vita, a Firenze a servizio della Signoria medicea, egli volle concentrarsi nella realizzazione di importanti opere storiche e biografiche e di tacitiano-controriformistica teorizzazione della ragion di Stato.| Autore | Scipione Ammirato |
| Editore | Congedo |
| Lingua | ita |
| Data di pubblicazione | 01/01/1900 |
| EAN | 9788880865285 |
| Pagine | 224 |