Il libro Alpi in divenire. Sguardi a confronto in Valle d'Aosta di Michele Freppaz
Il volume si inserisce nell'ambito di un progetto di ricerca scientifica e fotografica, di durata quadriennale (2020-2023), dal titolo 'L'Adieu des glaciers. Ricerca fotografica e scientifica', che ha visto il Forte di Bard accogliere una duplice sfida: la sensibilizzazione per la tutela ambientale in relazione al cambiamento climatico in atto, unitamente alla valorizzazione del patrimonio fotografico degli archivi pubblici e privati.
'L'Adieu des glaciers' -un viaggio iconografico e scientifico fra i ghiacciai dei quattro principali Quattromila della Valle d'Aosta, per raccontare la storia delle loro trasformazioni- si è tradotto in altrettanti progetti espositivi dedicati al Monte Rosa (2020), Cervino (2021), Gran Paradiso (2022) e Monte Bianco (2023).
Il progetto si è avvalso della curatela di Enrico Peyrot, fotografo ed esperto di storia fotografica di ambito valdostano, e a Michele Freppaz, professore ordinario di Pedologia presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino.
Prendendo le mosse dagli esiti delle ricerche confluiti nelle quattro edizioni de 'L'Adieu', il volume si propone una rilettura e rielaborazione dei contenuti, con l'obiettivo di restituire il quadro complesso dello stato di salute dell'ambiente alpino valdostano nelle sue connessioni con l'attività dell'uomo, attraverso l'importante strumento dell'interazione fra analisi scientifica e fotografia storico-contemporanea, sia documentale sia artistica.
La pubblicazione accoglie tali suggestioni per svilupparle ampliando, all'interno dei contributi testuali, la dimensione e l'orizzonte dell'analisi.
Il primo saggio è affidato a Pierangelo Cavanna, docente e storico della fotografia, che traccia un'ampia panoramica sulla nascita e sviluppo della fotografia nella media e alta montagna, con particolare riferimento all'area valdostana. Il quadro che emerge propone una storia della fotografia valdostana -raccontata anche attraverso un ricco apparato iconografico- quale elemento che sviluppa l'attenzione ai mutamenti del territorio e infine alla ricerca della rappresentazione della bellezza dei luoghi contaminati dall'azione dell'uomo.
Il secondo saggio, firmato da Michele Freppaz, riassume e fa il punto sulle ricerche scientifiche in atto relative al fenomeno della fusione dei ghiacciai nelle quattro maggiori aree glaciali valdostane, legate ai massici del Monte Rosa, del Cervino, del Gran Paradiso e del Monte Bianco, ciascuno secondo le proprie caratteristiche storico-geologiche e ambientali.
La fotografia diventa strumento di fondamentale importanza e ausilio all'attività di ricerca, sia quale testimonianza di un passato altrimenti non documentato (fotografia storica e inedita), sia attraverso la tecnica del fotoconfronto (lo stesso paesaggio naturale fotografato dal medesimo punto di vista a molti anni di distanza), che restituisce la portata del cambiamento climatico con la forza semplice e inesorabile di un'immagine che tutti possono immediatamente comprendere.
L'ultima parte del saggio di Michele Freppaz è dedicata a due figure di particolare importanza nel mondo scientifico del Novecento, veri pionieri della ricerca: Angelo Mosso e Umberto Monterin, ai quali si deve anche la realizzazione dei primi osservatori e istituti di ricerca in alta quota, sul Monte Rosa.